venerdì 28 gennaio 2011

L'HTML è qui per restare

Come ormai tutti sanno, il web è morto e il protocollo in cui si incarna, l'HTML, sta lasciando il posto alle applicazioni proprietarie e a mondi chiusi come Facebook.
Ma prendiamo il caso degli ebook e delle riviste digitali: come ha chiarito lo stesso direttore di Wired US Chris Anderson in occasione dello IAB (Milano, Fiera Milano Convention Centre, 3 novembre 2010)...
... a un certo punto gli editori si stuferanno di distribuire i propri contenuti producendo (e mantenendo) un'applicazione per ciascuno degli Store esistenti. Soprattutto, cercheranno in tutti i modi di non dividere i propri proventi con gli invadenti proprietari degli App Store, condizione necessaria avere accesso al segmento di pubblico che ciascuno di essi tiene sotto chiave. Tornerà in primo piano la necessità di uno standard condiviso, che spezzi il legame applicazione-device consentendo di fruire gli stessi contenuti su canali e device diversi.

Forse quel momento è già arrivato, di sicuro lo standard esiste: si chiama HTML.

Certo, navigare tramite browser sarà qualcosa di diverso dal vedere il web attraverso la finestra di IE o di Firefox. Il browser potrà essere embeddato in smartphone, tablet, eReader, televisori... ovunque possa sembrare utile. Ma alla base di tutto ci sarà il linguaggio di demarcazione per ipertesti.
Già ora il cuore dello standard ePub è l'HTML, in futuro l'evoluzione concomitante degli standard di demarcazione (le specifiche ePub 3 configurano una convergenza tra HTML5 CSS3 ed ePub) e delle capacità di renderizzazione dei browser permetteranno un'esperienza tipografica paragonabile a quella che ora solo le App riescono a garantire per i layout più complessi.
 L'HTML è qui per restare.